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#IlCuriosario: Volontariato. Fare del bene fa bene

 “ Forse non è del tutto azzardato suggerire che spesso i volontari hanno più bisogno degli assistiti che non gli assistiti dei volontari”

A. Pangrazzi

L’identikit del volontario

Il volontariato in Italia è una realtà sempre più in espansione che comprende in sè moltissime caratteristiche, difficili da raggruppare in una sola definizione. Così anche disegnare l’identikit del volontario risulta difficile date le infinite possibilità di impegno possibili. Tuttavia le sfide non ci spaventano e abbiamo deciso di provarci partendo dalla definizione contenuta nella Carta dei Valori del Volontariato che afferma:

"Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per la comunità di appartenenza o per l’umanità intera. Egli opera in modo libero e gratuito promuovendo risposte creative ed efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuendo alla realizzazione dei beni comuni." 

Evidente in questa definizione è quindi la disponibilità del volontario, la predisposizione al donare tempo e capacità in modo gratuito agli altri.

Tuttavia recenti studi hanno dimostrato che il volontariato non si basa esclusivamente sull’altruismo del volontario ma va a soddisfare anche aspetti più personali ed egoistici di questo.

Le motivazioni che spingono ognuno di noi a fare del bene possono essere le più diverse e comunque tutte sono assolutamente valide e non tolgono onore o prestigio alla causa. Fare del bene a sè stessi, nel rispetto degli altri, non è mai un male! Figuriamoci quando lo facciamo donando qualcosa di noi!

Il volontario non è quindi una entità mitica che senza difetti si batte per il bene e la pace nel mondo, bensì un essere umano con le sue fragilità e debolezze che si mette in gioco pronto a dare e ricevere da altri esseri umani unici come lui.

volontariato

In che modo il volontariato mi fa bene?

Fare volontariato fa bene a chi lo riceve ma è ormai più che dimostrato faccia bene anche al volontario. A seconda di età e caratteristiche personali ognuno di noi potrà trovare in questo tipo di attività una via per alimentare il proprio benessere.

Molti studi di psicologia a questo proposito si sono interrogati su quali effetti abbia il volontariato su chi lo pratica: .

  1. Il volontariato migliora le persone. Fare volontariato spesso migliora i rapporti con i propri amici, la propria famiglia e i propri colleghi. Il volontariato non solo permette di occupare in qualche modo il tempo libero ma è un’occasione per socializzare, mettersi in gioco, acquisire nuove abilità e spendere capacità inespresse. Permette di trovare persone che condividano i nostri stessi interessi o valori e mediare con chi ne ha di diversi per cooperare verso un fine comune.
  2. Il volontariato aumenta l’ autostima. Il volontariato rappresenta, in molti casi, un mezzo per accrescere la propria autostima e il proprio senso di autoefficacia. Questo perché permette di sentirsi utili nel miglioramento della condizione di vita di un’altra persona o semplicemente apprezzati per ciò che si riesce a donare. 
  3. Il volontariato protegge. Soprattutto nei giovani il volontariato contrasta sentimenti di malessere portando anche a una remissione di disturbi comportamentali o di atti devianti e delinquenziali.
  4. Il volontariato in adolescenza può rappresentare un’occasione di crescita straordinaria. L’adolescenza è una fase molto delicata nella crescita di un individuo che implica uno sviluppo della propria identità che si alimenta in gran parte nel gruppo dei pari. Il volontariato, come lo sport, può rappresentare un’occasione per l’adolescente per ampliare la propria rete relazionale, creare legami e amicizie, sperimentare dinamiche della vita e scoprirsi come unico e diverso con propri valori e principi, imparando a vivere in un gruppo e sviluppando così un senso di appartenenza.
  5. Il volontariato permette una continua crescita personale. Sebbene l’adolescenza sia il momento cruciale in cui l’identità personale si sviluppa, la ricerca di sè, della propria identità e del proprio senso nel mondo sono attività in continuo divenire che accompagnano l’essere umano per tutto il ciclo di vita. Il volontariato costituisce, quindi, per tutti un’ottima occasione per mettersi in gioco ed aprirsi all’altro comprendendo così sempre di più sè stessi non solo come individui ma anche come parte di un gruppo. Spesso permettendo anche scambi intergenerazionali! Il che non può che essere un valore aggiunto!
  6. Il volontariato anima gli anziani. Il volontariato è per gli anziani una preziosa miccia. Può essere un’importante aiuto dopo il pensionamento in quanto permette il reinserimento in società e l’attribuzione di nuovi significati alla propria vita. Li infiamma e li alimenta proteggendoli dal senso di solitudine e facendoli sentire ancora utili e integrati in una società che spesso si dimentica di loro e del loro immenso valore.
  7. Il volontariato permette di dare senso alla propria vita anche nei momenti più difficili. Per alcuni il volontariato può essere un modo di lasciare una propria impronta nel mondo anche dopo la morte, di fare del bene e contribuire a costruire qualcosa che continuerà grazie allo spirito di altre persone; può essere un modo per staccarsi dalle fonti di stress della propria vita e dedicarsi ad altro trovando serenità nell’aiutare chi ha bisogno. Fare volontariato ricorda che il bene esiste anche quando guardandosi intorno sembra non sia così.

Bibliografia

  • Batson C.D., (1998). Altruism and prosocial behaviour.
  • Marta E., Scabini E. (2003) Giovani volontari. Impegnarsi, crescere e far crescere
  • Ornoto, Snyder, Martino (2000). Volunteerism and the Life Course: Investigating Age-Related Agendas for Action. Basic and Applied Social Psychology
  • Okun (1994) The Relation Between Motives for Organizational Volunteering and Frequency of Volunteering by Elders